giovedì 14 giugno 2018

Famiglia.. na fatica ma prendiamola sul ridere

«La vita dell’uomo si svolge laggiù tra le case, nei campi. Davanti al fuoco e in un letto. E ogni giorno che spunta ti mette davanti la stessa fatica e le stesse mancanze. È un fastidio alla fine […]. C’è una burrasca che rinnova le campagne – né la morte né i grossi dolori scoraggiano. Ma la fatica interminabile, lo sforzo per star vivi d’ora in ora, la notizia del male degli altri, del male meschino, fastidioso come mosche d’estate – quest’è il vivere che taglia le gambe»

(C. Pavese, Dialoghi con Leucò) 



Io la definisco … la fatica del quotidiano.

L’impegno che ogni giorno dobbiamo mettere, le energie, i mille pensieri, le mille preoccupazioni.

E più la famiglia è grande, più è grande la moltiplicazione.

Guardate la mia foto… noi moltiplichiamo per 7.

Un po come i sette nani, i sette vizi capitali, le sette opere di misericordia, i sette re di Roma, le sette meraviglie del mondo.

Ecco.. tanta roba…

E questo progetto mostra bene come lo vivo… come uno spiraglio in questa vita.. spiraglio di mille fatiche ma anche di tanti momenti di felicità.

Se penso all’ultimo anno (e chi mi conosce lo sa) credo che lo scrap sia stato il mio LEXOTAN.

Perché caspita! Due adolescenti in un colpo solo piegherebbero anche Ercole.

Potrei raccontarvi dei nuovi odori che si sentono..

gli “ormoni a palla” non cambiano solo gli stati umorali ma anche gli aspetti olfattivi..

e dove ricordo ci sono stati profumi di borotalco e sapone, ora sento odori inesplorati e terribili.

E non basta aprire le finestre, non basta riempirsi di profumo..

Le discussioni che dobbiamo giornalmente superare vanno dai “non mi fa più amico” a “non me la vuole dare”, dove quel “la” non è quello che pensate voi, ma è solo la possibilità di uscire insieme sperando magari in un bacio.

Il più piccolo vorrebbe sempre stare al PARCOgiochi, mentre il più grande dobbiamo staccarlo a forza dai VIDEOgiochi.

L’unica femmina (poverella) è un maschiaccio, cosi si risolve ogni problema di femminilità..

Ma il vero terrore è il giorno del cambio lenzuola…. 7 federe, 12 lenzuola (sotto e sopra) , 6 coprimaterasso… sai quando parte la lavatrice ma non sai quando finirà..

Non stiro più da tempo mutande e calzini (beh questo magari nemmeno voi) ma ho smesso di stirare anche magliette e jeans… tanto poi quando finiscono nell’armadio o nella cassettiera finiscono comunque in un groviglio.. il trucco è stendere bene.. e anche non guardare come vanno in giro..

Convincerli a non avere i pantaloni a vita bassa è una impresa e sperare che non sembrino zingari è pura utopia.

Lottiamo quotidianamente con compiti da fare, note perché ci facciamo notare, spese da fare con carrelli infiniti, problemi di sonno, mal di pancia, pipì e ginocchia sbucciate. 
Facciamo servizio taxi tra ciclismo, pallacanestro, calcio e danza, che non si può fare tutti lo stesso sport, che la vita è bella perché è varia.

Racconto le storie prima di addormentarsi al più piccolo e mi raccontano le storie i più grandi che invece di fare i compiti sono andati al campetto a giocare.

Non riesco mai a preparare una cena degna di quel nome, le verdure cotte solo il sabato e domenica se non interviene mia mamma prima, non mi ricordo tutti giorni di firmare i diari e mi è capitato di dimenticare delle riunioni a scuola. Facciamo 5 feste di fine anno, 5 feste di compleanno e ogni tanto festeggiamo anche io e Stefano. 
Partecipiamo a tante feste singolarmente ma nessuno ci invita più a casa sua… che quando si dice “invito te e la tua famiglia” e poi te ne arrivano 7 è un gran casino.

Siamo rumorosi, diciamo parolacce e i due grandi non si sopportano.

Urlo quando trovo tutto in disordine e urlo anche per venire a cena, non perché non hanno fame ma perché devono sempre “finire una cosa”. Si indispettiscono quando devono riordinare e anche se ho messo i calzini dal figlio sbagliato.

Spesso metto le mutande di Stefano in uno dei cassetti dei figli, pure quelli piccoli.. che poi provano a metterle ma “non stanno su”. Peggio è quando metto le mutande dei piccoli nel cassetto dei grandi “ma eh che… guarda che adesso ho il pisello grosso”.

I calzini non si appaiano mai  e muoiono spaiate...

Le tovaglie sono sempre piene di macchie e i biscotti al mattino non bastano mai.

Usiamo una quantità di carta igienica indescrivibile… e consumiamo acqua e corrente come se fossimo un albergo. Non so onestamente come, ma arriviamo a fine mese, quasi sempre senza debiti, forse manca una bolletta..

Molti vengono a trovarci e capiscono che poi forse senza figli non è cosi male. 
Io di certo ricordo quando dicevo che ne avrei voluto solo uno. 
Una femmina, da vestire tutta pizzi e codini…

Eh niente! La vita va cosi.. con disegni diversi dai nostri.

Mi piacerebbe più silenzio e pace.. ma poi forse… sai che noia....

Alla prossima

Silvia

















lunedì 11 giugno 2018

FB e dintorni

Facebook è una vetrina 


E uno in vetrina può metterci quello che vuole.

Dipende da chi gestisce il negozio.

Ma come tutte le vetrine, uno si può fermare o no.

Nessuno è obbligato a guardare cosa è in vendita.

Oppure si può fermare e se non apprezza andarsene via.

E può anche decidere di non tornare mai più davanti a quella vetrina.

Riflettevo su questo mentre venivo in ufficio questa mattina...

E non perché io abbia letto qualcosa che non andava.. quindi niente critica a nessuno.

Riflettevo sul fatto che davvero ciascuna di noi utilizza FB (se lo utilizza) in modo davvero “suo”.

Nessuno è criticabile, nella misura in cui nessuno fa male a qualcun altro.

C’è qualcuno per esempio che non fa altro che condividere cose di altri. Queste bacheche sono molto “asettiche”, mostrano semplicemente gli interessi della persona: animali, scrap, vaccini, religione, schieramenti politici,.. ma non dicono molto di lei.

Qualcun altro invece lavora per aver più amici possibili, come se il numero di amici su FB in qualche modo condizionasse la vita reale, rendendoci migliori. Come se i “like” su un nostro post rendesse noi persone accettabili.

C’è qualcuno invece che non posta mai nulla, è contrario a mettere cose personali, non mette foto dei propri figli o le oscura. Questo è un atteggiamento molto cauto e corretto soprattutto per i minori. Rispettabilissimo. Soprattutto perché ciò che mettiamo su internet diventa di internet e le immagini possono essere divulgate.

C’è qualcuno che usa FB per trovare amici che non vede da una vita, per capire che fine hanno fatto, che vita stanno vivendo. Sono i “curiosi” che si cibano delle vite degli altri.

Io uso FB perché devo scrivere, perché è una esigenza. Perché ho bisogno di mettere per scritto i miei pensieri qualche volta, come se lo scriverli li rendesse più reali. Più veri. Più presenti.

Non credo a priori che a qualcuno interesseranno questi miei pensieri, ma penso anche che se a qualcuno non interessa può andarsene. Un po per questo ho un profilo chiuso, pochi amici.

E quelli che ci sono solitamente sono davvero interessati a quello che penso.

Magari non hanno tempo e non leggono. Certo non mi giudicano.

Perché se mi giudicano già se ne sono andati. Già si sono stufati di leggere di una famiglia cosi stramba, figli difficili, vite impossibili e altri disastri. Già si sono stufati dei miei pipponi mattutini o serali.

Ma io preferisco cosi. E’ questo il mio modo di usare FB. Non come vetrina ma piuttosto come sfogo.

E anche un po come opportunità.

Questa settimana per esempio ho finalmente conosciuto una libraia spettacolare.

La seguivo da un po… un entusiasmo ed una personalità che contagia… E finalmente sono andata ad una presentazione di un libro (libro spettacolare che sto divorando… di Enrico Galiano… “Tutta la vita che vuoi”) solo per conoscere lei.. Beh sono incontri importanti. Anche se ho solo letto la sua anima dagli occhi.. Anche se c’è tanto che non so. Eppure senza FB non l’avrei mai conosciuta.

E come lei altre persone spettacolari: Cinzia Pennati, Enrica Tesio, .. anime belle che senza Internet non avrei mai avuto l’intraprendenza di conoscere. Persone di spessore, con qualcosa da raccontare…

Per non parlare poi del gruppo Scrappiamo Insieme. Che ora è un pezzo di casa. Con alti e bassi (come in tutte le famiglie). In cui ho conosciuto persone spettacolari…tutto il DT ma anche Alessandra, Manu, Cecilia, Daniela, Elena, Marinella, Antonella persone con la stessa voglia di condividere e di ridere, ma con cui è scesa anche qualche lacrima. E si sono creati legami.

E poi ci sono le foto profilo… ahhhh su questo si potrebbe aprire un capitolo infinito..

Chi mette le foto dei propri animali, chi del proprio cartone preferito.. chi di se stesso ma 20 anni fa..

Io non lo farei mai.. 20 anni fa ero più magra e più figa… ma avete idea della delusione conoscendomi ora?

O se mettessi un gattino meraviglioso.. vi immaginate conoscendoci ad un meeting?? Ahh tu sei Silvia gattino rosso…

Anche nelle foto sono quella che sono. 
Certo cerco di metterne una in cui sembro accettabile… presa dall’alto che cosi sfina… 
ma poi alla fine.. cosi sono …. 
E come mi ha detto qualcuno tempo fa.. alla fine la verità viene sempre a galla…pure io ….
(PS Non ho i capelli viola...)

Alla prossima... Silvia






venerdì 8 giugno 2018

C’è chi conta e chi canta.. io canto

Fino a qualche mese fa questa pazzia sarebbe stata impossibile.



Troppi figli, troppo lavoro, pochi soldi, mille pensieri.

Le condizioni sono le stesse, ho solo deciso di prendere le cose diversamente e di non farmi fermare dalle mille paure e dai mille dubbi e dalle mille difficoltà che circondano il mio quotidiano.

Per troppo tempo ho fatto cose “logiche”, “sensate” e “giuste per gli altri”, ora vorrei gustarmi le occasioni che mi sfiorano, buttarmi in cose meno sensate (forse) ma che mi fanno star bene. Momenti che sappiano regalare incontri preziosi e che mi confermino che quello che sto facendo, la via che sto percorrendo, è quella giusta.

Sono meno forte di quel che sembra e chi ha la pazienza di fermarsi e conoscermi lo sa. Ora poi sono davvero in un momento di difficoltà. E ammetterlo a me stessa è già tanto.

Il parere degli altri, il pensiero che hanno di me, ha il potere di darmi conferme o di bloccarmi completamente. So che è sbagliato, razionalmente so che dovrei andare per la mia strada indipendentemente dal resto, ma ognuno di noi ha una sua storia personale che ci rende esattamente quello che siamo. Dobbiamo far pace con questo e cercare semplicemente di prendere il meglio di ciò che c’è e fare ciò che ci fa stare bene.

Il mio #solocosebelle è proprio per scacciare la negatività, la cattiveria, l’egoismo, l’invidia, la critica, lo sparlare…..

Ho letto una frase che dice “viaggiamo per cercare altri luoghi, altre vite, altre anime”.

Qualcuno lo chiama Scrapbooking, qualcuno parla di tecnica.. qualcuno parla di emozioni….
Io dico… è tanta roba. È avvicinarsi ad altre anime.. e alcune sono proprio belle..

Sorrisi, lacrime condivise, il raccontarsi senza paure, senza vergogna. 
Mostrarsi per quello che si è, in semplicità e senza giudizio. 
Che la vita non è facile per nessuno ma a volte se ce la raccontiamo sembra un po più leggera..

La certezza di non essere perfette, di non essere “le migliori”, di non essere “persone che contano ma persone che cantano”, che vogliono portare il proprio entusiasmo nel quotidiano di qualcun altro.

Ci sono parole e racconti che mi hanno emozionato molto .. abbracci che ricorderò .. regali che terrò sempre nel cuore, sul cuore. Lo Scrapbooking mi riporta a questo.
Perché è bello farlo nella propria camera, ma poi quando esci e incontri altre che condividono nel farlo la propria vita.. beh diventa ricchezza.
Questi sono i sorrisi veri, gli abbracci forti...
Un po’ commossa davvero...

Un grosso abbraccio alle amiche sarde, 
una ad una, 
ai tanti volti incontrati, 
ai sorrisi scambiati, 
agli abbracci, 
a chi ci ha prestato forbici e taglierina, 
chi ci ha lasciato per cena gli avanzi del pranzo, 
chi ci ha fatto assaggiare le Seadas.. che la mia vita non sarà mai più come prima, 
chi ci ha portato in giro per Cagliari tra fenicotteri ed elefanti, 
chi ci ha raggiunte anche solo per una cena, 
chi si è raccontato, 
chi ha perso tempo con noi, 
chi ci ha fatte camminare fino alle due di notte, 
chi ci ha regalato un ciondolo speciale.

Sono onorata di avervi conosciuto, felice di avervi fatto incontrare, entusiasta di quello che si è creato… che poi alla fine non vinciamo un nobel... attacchiamo pezzettini di carta… e forse anche un po’… pezzettini di cuore.

Silvia