lunedì 29 gennaio 2018

Chi sei tu? E chi sono io?

Ci vogliono anni per conoscersi e quando pensiamo di averlo fatto siamo già qualcuno di diverso.
Questa tag parla di me. Anche io sono a strati. Ho spessori diversi e se hai voglia ti puoi fermare un attimo e conoscerli un po.
Porto colori e porto dolcezza.
Sono questo.



Oggi un mio collega ha compiuto 28 anni. Ho ripensato ai miei 28 anni.
Era prima “prima” di tutto.
Prima del primo figlio. E di quelli che sono venuti dopo. Prima della separazione.
Prima della sofferenza, della solitudine, dell’abbandono.
Prima dello SCRAP, prima della rinascita, prima delle nuove amiche.
Prima del distacco definitivo dai miei, della consapevolezza di cosa voglio essere, di come voglio essere.
Prima delle delusioni sul lavoro ma anche del capire quanto il lavoro conta per me.
Prima del mio primo finanziamento, prima della prima volta che ho detto “no”.
Prima di levarmi le etichette che mi avevano messo addosso… e anche di quelle che mi ero messa io.
Prima delle delusioni.
Prima del dubbio e prima della chiarezza.
Prima di capire quali sono le persone che sono state al mio fianco nel momento peggiore.
Prima di capire che non sono perfetta. Che posso cadere e arrivare giù dove non credevo si potesse arrivare.
Prima della rabbia e della paura.
Prima delle discussioni, delle liti.
Prima del grandissimo, enorme, incredibile lavoro su me stessa che ancora non è finito.
E che forse non finirà mai.
Perché quello che ho capito è che siamo in continua evoluzione e domani non possiamo essere uguali ad oggi, perché abbiamo un giorno in più di esperienza che ci ha segnato.
Eppure sono contenta. Tremendamente contenta.
E non farei a cambio con il mio collega.
Perché oggi sono molto, molto di più.
Sono segnata dalle cicatrici sì. Eppure quei dolori mi hanno fatto diventare esattamente quella che sono.
E non vorrei essere diversa. Forse un po’ più magra. Forse anche un po più ricca. Beh dai anche più figa.
Ma quanto sono forte! Indipendente. Ho capito che io posso fare tutto.
Ho capito che sono in grado di sopportare molto più di quello che pensavo.
Ho capito che il dolore, la sofferenza, il male che ho ricevuto non mi ha fatto diventare una persona arrabbiata con il mondo o più furba (forse un pochino più furba di prima si).
Il mio dolore mi ha solo avvicinato di più alle persone che hanno provato o stanno provando le stesse cose.
Mi ha aiutata a tacere e ad ascoltare di più.
Mi ha insegnato a non giudicare, che nelle situazioni devi esserci per poter dire come ti potrai comportare.
A 28 anni pensavo di poter spaccare il mondo. Pensavo alla mia vita ancora tutta da costruire e facevo piani. Ora ho capito che non è importante e che voglio invece gustarmi ogni singolo momento della vita. Non voglio guardare al futuro. Voglio guardare al presente. A cosa faccio oggi. Chi vedrò “oggi”. Che sensazioni provo “oggi”.
La mia amica Penny ha appena parlato di qualcosa di molto simile in un suo articolo:
“Passo il dito su quelle rughe, come fossero un unico disegno, e penso al tempo che sarà. Al desiderio di pause più lunghe. Di camminate musica nelle orecchie. Sperando che il futuro mi aiuti a rallentare, ad accelerare si perde sempre qualcosa.
Chissà perché quando si è giovani si pensa di dover bruciare le tappe per conquistare il mondo. Quando tutto ciò che ci serve, spesso, è dentro di noi. Non credo sia una questione di vitalità, credo si tratti di mancanza di esperienza.
Nonostante il tempo passi inesorabile, oggi sono più vitale di ieri. Più consapevole. Più certa dell’incertezza. E sinceramente non ho voglia di spaccare il mondo, né di vincere, sia che si tratti del mio ex marito, dell’amica che mi ha tradito, della collega che fa la stronza; non mi interessa più.
E non si tratta di rassegnazione ma di aver cambiato la prospettiva. Vorrei essere banalmente felice.”

Anche io voglio essere banalmente felice….
E che tu sia vicino a me, davanti o dietro.. no importa, tienilo a mente quando mi incontrerai..
Un abbraccio forte….


Silvia

PS Questa è la card che ha ricevuto Anna Fraone da parte mia...



20 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie Sabrina. Semplice... come me... CI vediamo domani? <3

      Elimina
  2. prima della consapevolezza di essere forte, di essere Donna

    RispondiElimina
  3. Leggerti è sempre emozione. E le tue creazioni pure. Bravissima

    RispondiElimina
  4. Caspita eè delicata e forte in un tempo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Elle.... sono contenta che tu lo abbia sentito

      Elimina
  5. ... e dal vivo è ancora più bella! Grazie ancora!!!

    RispondiElimina
  6. Inutile dirlo...sei la donna che ragala emozioni..leggendo questo post è scesa una lacrima,♥️che fa' riflettere..grazie per tutte le belle emozioni che ci regali...ovviamente la card è meragliosa!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non so chi tu sia.... ma grazie di cuore... bella definizione...

      Elimina
  7. Cara Silvia, siamo cambiamenti, evoluzioni inesorabili e continue. Siamo un viaggio perpetuo, che fatichiamo a comprendere, ma che notiamo solamente quando rivediamo il nostro punto di partenza e ci sentiamo lontani, quasi estranei. Ma non è un male, perché tutto ciò che evolve e vivo, miracoloso e positivo. Ci fa stare bene e ci fa sentire forti e pronti per cambiare pelle nuovamente. Forse, a pensarci bene, p
    sembrerebbe una vita movimentata ma immaginare il contrario sarebbe peggio. Buon viaggio, l'evoluzione non si ferma.

    RispondiElimina
  8. Grazie per aver condiviso la tua esperienza e i tuoi sentimenti in cui mi ci rivedo un po' e che un po' mi danno forza e coraggio per credere in me stessa e per trovare me stessa.. Grazie davvero..

    RispondiElimina