giovedì 18 aprile 2019

La meraviglia di una nuova vita... ma poi c'è l'adolescenza

Una mia amica ha avuto un figlio


Una amica della mia età.. che diciamocelo .. ci vuole coraggio dopo tre figli alla nostra età farne un quarto...

E poi il problema non è quando sono piccoli.. ma quando crescono...

Io potrei scrivere un libro sulle tante tragedie che affliggono il periodo dell'adolescenza, che è il vero SCOGLIO in cui tutti i ragazzi diventano SCOGLIONI ma senza la "S".

Potrei anche passare sopra gli odori di umanità che porta con sè questa età.. si passa dal profumo di borotalco all'odore delle discariche di peggior tipo...

Potrei anche passare sopra gli innumerevoli intercalari "dai ma...." " si ci sta...." "eh ma mamma scialla"...

Potrei passare sopra anche sulle tragedie che gli affliggono... la play che non funziona, il cellulare scarico o il video che si blocca, il wifi che non va...

Potrei anche passare sopra la paghetta che non basta, la felpa che non va più, le scarpe che ormai sembrano pinne...

Potrei anche passare sopra gli innumerevoli tentativi per tornare dopo nel pomeriggio... ho perso il treno, il mio amico stava male, la prof mi ha chiuso in classe e proprio non potevo uscire..

Potrei anche passare sopra il disordine che regna sovrano sopra come se fosse passato uno tsunami...

Ma quello che non tollero è di non stare più al loro passo, non capire il loro linguaggio, non accettare la musica che ascoltano... ma che davvero io li ho tirati su a musiche decenti e ora il rap, trap, cac,... sono cose che si possono ascoltare? Noooooooo

Eppure quando sono piccoli sono dei tesori..

Profumano di borotalco e sanno di buono.. non sai che poi dovrai star loro lontano per quanto puzzano...
Hai paura che non facciano abbastanza cacca e non sai che poi avrai paura di quanta invece ne faranno...
Hai paura che non mangino e non sai poi che dopo mezzo chilo di pasta in due avranno ancora fame...
Hai paura che non camminino e non sai poi che una volta partiti farai fatica a portarli indietro...
Hai paura che non parlino e non sai poi che in adolescenza parleranno ancora meno...

In bocca al lupo amica mia che con questa nuova vita ricominci da capo.. quando ancora non ne sei uscita con gli altri...

La vita è bella perchè l'adolescenza che tanto odiamo (io almeno si!) è in realtà una occasione per crescere.. ma non loro .. i figli.. noi.. che impariamo che non sono la nostra copia ma che hanno strade loro da percorrere e noi dobbiamo solo sperare di aver seminato bene...

Un abbraccio

Silvia







martedì 16 aprile 2019

E poi c'è ognuna di noi in un progetto

Eccomi qui

dopo un weekend bello bello ....



I miei figli mi hanno chiesto cosa mi sia piaciuto di più...

Dover rispondere a questa domanda mi ha fatto riflettere sulle tante cose accadute...

Le risate e gli abbracci..

I colori ...

Gli sguardi ...

Le parole dette e quelle che ci siamo dimenticate ...

Eravamo molto preoccupate perché non sarebbe accaduto ciò che accade normalmente in un meeting o in un corso: si arriva, si fa il progetto, uguale per tutte, e si torna a casa…

Qui si imparava a fare una cosa nuova e poi si usciva con progetti tutti diversi.

Questo è un po il succo della creatività…

Far uscire ciò che si ha dentro… mettere se stessa in quello che si fa. 


Avevamo paura che qualcuna si sarebbe lamentata…

Qualcuna abituata a lavorare in modo più tradizionale…

E invece hanno tutte capito lo spirito, l’idea del progetto…

E vedere le facce di tutte queste donne intente a pasticciare, colorare, immaginare, provare … mi ha allargato il cuore. Questa è la cosa più bella di tutte. L'emozione più grande. Aiutare a trovare un oasi di pace… un momento speciale di serenità..

Un luogo in cui tirar fuori se stesse…

Senza giudizi e senza aspettative…

Provare e riprovare fino a trovare il proprio modo, sapendo che tutte possiamo migliorare…

Un po come nella vita..

Che nessuno nasce imparato…

Un po come fare la mamma .... che tu ci provi ma poi non è detto che tutto esce proprio come avresti voluto.. ma a volte esce anche meglio..

Ecco la creatività è cosi. 
Non dobbiamo imporci regole dobbiamo essere libere e tranquille, lasciar andare fuori tutto ciò che abbiamo dentro. Bello e brutto..

Questo siamo noi

E cosi i nostri progetti parleranno di noi.

E avranno una identità…
E avranno anche un'anima.

Alla prossima 

Silvia





















lunedì 1 aprile 2019

Un amico è così

Da piccola sognavo l’amica del cuore ma non sono mai riuscita ad averla.



Forse avevo troppe aspettative.

Forse l’Amicizia per me era una cosa “troppo grande” e io ancora troppo piccola.

Cercavo qualcuno che non mi giudicasse, che non mi chiedesse di essere diversa da quella che sono.

Che gioisse senza invidia dei miei traguardi e che piangesse con me nei momenti difficili.

Una amica da tenere per mano e che mi riprendesse quando perdevo il senno. Che ci fosse quando la vita diventava troppo pesante e che ti appoggiasse nei momenti difficili quando c’erano scelte da fare.

Cercavo qualcuna che non mi lasciasse sola e che nelle pieghe della vita avesse tempo per me.

Non come cosa prioritaria ma che io ci fossi. Avrei voluto essere presente alle sue vittorie e alle sue cadute. Per tenerla ancòrata sulla terra quando la gioia è troppa e per rialzarla quando da sola non è in grado di farlo.

Avrei voluto condividere con lei del tempo libero.
Del “buon tempo insieme”.
Fatto di condivisione e di risate.
Fatto di colori e di abbracci.

Ma forse non era il mio destino e per lunghi anni sono stata sola.

Non sola davvero… intorno a me c’erano persone, ma c’erano quando avevano bisogno o quando non avevano di meglio da fare. C’erano per condividere le cose positive ma non senza invidia.

Poi sono entrata nel mondo scrap, nel momento esatto in cui stavo anche cambiando la mia vita ho anche conosciuto persone nuove. Ho iniziato ad essere più aperta al mondo, alla vita, ai colori, alla condivisione. Ho anche iniziato a scrivere per i fatti miei, cose che non ho pubblicato, che sono li in un quaderno.

Ho iniziato “a tirar fuori” con tutti i mezzi che avevo e cosi ho potuto far spazio ad una Silvia nuova.

Ho conosciuto lei. Occhi belli, sguardo pulito.
Sono stati mesi meravigliosi di amicizia, ma le cose non sempre vanno come dovrebbero andare.
Io non so se sono io a non voler capire i motivi o se davvero i motivi non c’erano, ma ad un certo punto lei non c’è stata più.

Ho fatto qualcosa di sbagliato che ha completamente resettato quanto pensavo di aver costruito.

Io credo che l’amicizia, quella vera, non sia così. Io credo che ci siano spazi per sbagliare anche.
Da entrambe le parti. Che ci sia sempre una porta aperta. Sempre spazi per ricominciare

In una amicizia, come in una famiglia, si può. E ci si può anche ferire a volte. E poi ci si può chiedere scusa.

Ma poi, se è vera, c’è spazio per il ritorno. Io la penso cosi, ma probabilmente non è cosi per tutti.

Tempo fa ho letto una frase “Non finisce mai ciò che era grande, ma finisce solo ciò che non era” e questo mi ha fatto capire che il problema è che a volte ci si illude un po.
Bisogna essere in due a voler essere amiche.

E forse mi sono un po illusa io o forse non sono stata brava a far capire le mie emozioni.

Ogni tanto ci provo. Ve lo devo confessare. Provo a scriverle. E spero in una risposta.

Perché fa male ed è una ferita aperta. Perché voglio credere di non essermi sbagliata. Voglio credere che non sia davvero finita.

Perché io non voglio chiudere le porte.
Non voglio far spegnere questo mio desiderio di credere nelle persone e di credere che ci sia un filo che collega noi irrimediabilmente a persone speciali a noi affini.

Quando non ci si chiude il bello arriva.

E vi garantisco che di persone vere e belle ce ne sono!

Io non cambierò perché il mondo mi fa male.

Io continuo ancora e continuerò a credere nelle cose belle.

E quando arrivano ed arriveranno quelle brutte le gestirò. Ma continuerò anche a vivere e ricercare persone belle, momenti belli, momenti di condivisione vera.

Momenti in cui posso essere me stessa e posso raccontare anche i sentimenti brutti che provo. Le tristezze, le ansie, le paure, gli errori.

Gli spazi in cui posso ballare anche se non sono capace, cantare anche se non sono intonata, piangere anche se sorrido sempre. Spazi in cui ascolto e dove dico quello che penso sapendo che non verrò fraintesa.

Spazi in cui conosco chi ho davanti, in cui la sua vita diventa un po anche la mia e le sue preoccupazioni un po anche le mie. Facile essere amiche quando si sorride, ma è quando si piange che bisogna darsi la mano. Quando non si respira bene perché il fiato non c’è più.

E cosi sono entrate nella mia vita queste tre splendide persone: Elena, Emanuela e Patrizia.

Persone che sono entrate nel mio cuore e lo hanno riempito. Paura di perderle? Si.

Eppure sono qui. Credendoci.

Perché sono persone con cui si condivide davvero, con cui non ci si mette maschere.

Persone che alla vita hanno dato tanto.

Persone con una storia incredibile alle spalle e che nonostante tutto vivono appieno la vita. La respirano a pieni polmoni, mettono tutte loro stesse. Lottano ogni giorno, come me, con i loro “demoni”, con le loro fatiche eppure sono accomunate da un sorriso che incanta.

Persone che sanno raccontarsi e che lo fanno anche con i loro progetti.

Persone che sanno “esserci” anche se non vivono vicino a me.

Anche se bisogna inventarsi scuse per vedersi.

Persone che hanno colorato la mia vita. E sono felice che ora che si sono conosciute sentano anche tra di loro questo sentimento. Perché l’amicizia non “chiude”, l’amicizia “apre” e non si divide ma si moltiplica.

E ora loro si vogliono tanto bene. Perché il filo che unisce me a loro unisce anche loro.

Mi sento una persona fortunata.

Non so se rimarranno per sempre. Ogni tanto me lo chiedo.

Ma se questa paura mi deve bloccare e mi deve impedire di vivere oggi questo momento, allora non voglio aver paura. Prenderò ciò che viene. Ma non modificherò la mia visione. Unite dalle stesse caratteristiche.

Imperfette.

Vere.

Silvia










martedì 19 marzo 2019

Silvia: professione scrappologa..

Ciao scrapperine
tra le tante definizioni questa è sicuramente quella che più mi si addice... SCRAPPOLOGA



Tempo fa parlavo con una amica-SCRAP di cercare la propria identità.
Perchè se penso alle scrapper che conosco e che stimo maggiormente, mi piacciono proprio per una loro caratteristica specifica..
Chi usa i colori e i materiali in modo divino e ha trovato uno stile tutto suo per sposarlo con la carta come la mia amica Elena, chi usa determinate tonalità, chi prepara strutture pazzesche, chi fa tutorial bellissimi....
E così io mi sono chiesta che cavolo di identità avessi...
Cosa mi caratterizzava, cosa mi identificava.

Cosi capire chi siamo e cosa ci piace, in cosa siamo brave e cosa meno, non per non uscire dalla nostra conftort zone ma per avere una nostra identità, che non è dichiarata a priori ma visibile a chi guarda i nostri progetti.
E poi questa qualità può piacere o meno. Io mi sono sentita dire che sono gnegnosa, lagnosa, sempre con le mie riflessioni... Ma alla fine questa sono io. E la cosa importante è che io mi senta bene nelle mie vesti. A chi non va bene pazienza... ci sono tante amicizie, tante scrapper, tante possibilità diverse.

Non sono stata scelta in varie DT call a cui ho partecipato, ma questo non ha tolto identità ho erenità alle cose che faccio. Evidentemente il mio stile non piaceva a chi doveva scegliere o sono state scelte persone molto più brave di me... nessun problema... non si va in crisi per questo.

Io vado per la mia strada soprattutto perchè scrappo per il mio piacere e non quello degli altri. Quando inizierà ad essere un "dovere" sicuramente uscirò da qualsiasi iniziativa io stia seguendo.

Quindi il mio stile....
nel fare il banner per l'ASI (Associazione Scrappers Italia) sono ripartita un po' a cercare di rappresentarmi...

Beh provate a mettervi in un banner....

Così ho scelto un acetato della @13arts che mi ha sempre colpito perchè descrive bene la rigidità delle figure geometriche e la dolcezza di un fiore.
Questo mix è un po quello che sono io.

Mamma...
scrapper per caso ma in Scrappiamo Insieme per scelta...
avrei voluto fare mille professioni: l'architetto, l'infermiera, l'insegnante di matematica e sono finita a fare l'informatica.....
Cosi ho bisogno di uscire dalla rigidità del codice per sondare l'infinito dei colori e delle emozioni che portano con sè. Con lo spessore della carta, ma con la trasparenza dell'acetato che non descrive la mia trasparenza fisica (anzi... a livello fisico sono tutto meno che trasparente :-)   ), ma la mia trasparenza nell'essere me stessa e nel dire ciò che penso, sì!
Mai maleducata e mai sopra i toni se non ho ricevuto uno sgarbo forte, ma spesso nemmeno li divento maleducata. Ma certo sempre vera. Anche se qualcuno non la pensa così.

Amo "toccare" la carta e muoverla e stropicciarla in ogni modo. Faccio fatica a sporcarmi le mani con i colori ma sto provando anche questa nuova esperienza grazie all'amicizia con Elena.

In questi miei 4 anni di scrap ho imparato molte tecniche e partecipato a molti corsi, ma se mi chiedete quale è la cosa più bella conosciuta in ASI vi dirò: Patrizia. Con lei mi sento a casa e anche se è stato lo scrap a farci conoscere ogni volta che ci vediamo è come tornare a casa, anche se non scrappiamo.

Elena, Patrizia, Emanuela sono donne straordinarie che ho conosciuto con lo scrap e sono entrate profondamente nella mia vita. Incontri che segnano. Donne che lavorano con il cuore e il cuore lo mettono in ogni cosa che fanno.

Questa loro presenza ha avuto un impatto su di me. Mi danno forza nelle situazioni difficili, ci aiutiamo nelle sfide personali.. Cosi i miei lavori sono o sulla mia famiglia o su di loro che sono per me sempre "famiglia".

E il mio essere "scrappologa" nasce dal fatto che poi io devo sempre "tirare le somme".
Se vivo qualcosa, se lo scrappo, se penso ad un progetto, deve sempre esserci un pensiero, uan riflessione, che fa di quel lavoro il "mio lavoro".

Quest'anno mi hanno scelto come insegnante del nazionale. IO. Proprio io.
Quando mi hanno chiamata ho pensato avessere sbagliato "Silvia" e ho continuato a ripetere "guardate che sono Silvia di Torino". Quando ho attaccato ho pensato che fossero folli, perchè ci sono davvero tante scrapper migliori di me. E che sicuramente molte persone avrebbero pensato che fare un mio corso non era poi cosi interessante.
Però poi a pensarci... magari è il mio essere scrappologa a  rendermi cosi come sono.

E cosi.... il mio SCRAP-momento di SCRAP-felicità con SCRAP-amiche forse rimarrà tale.
Almeno per me.

Pieno di colori, sempre diversi perchè diverse siamo noi.

Pieno di materiali, che riempiono le nostre scrap room.

Pieno di risate, di scatti e di foto strane.

Pieno di quello che siamo. Nel bene e nel male.
Nei punti di forza e nelle fragilità.

alla prossima

Silvia
















lunedì 18 marzo 2019

Va dove ti porta.... la carta

Ciao scrapperine…



Il progetto che vi mostro è stato per me davvero un percorso…. 

Che ho fatto con tanta emozione. 

Provo a descrivervelo… per il progetto creativo di Scrappiamo Insieme (di cui faccio parte) ho pensato di proporvi un album con rilegatura copta. 

E’ una rilegatura che mi è sempre piaciuta e allo stesso tempo mi ha sempre un po impaurita. 

Sapevo che erano disponibili vari tutorial ma mi sembravano impossibili da capire. 

Poi ad un meeting ASI Patrizia mi ha tolto la paura e ho deciso di rifarlo su una dimensione più grande 15x15. Quando ho deciso di utilizzare le carte di Modascrap disegnate da Simona Anghileri sapevo che sarei entrata in un tunnel emotivo importante. Le carte mi hanno poi portato in modo “naturale” ad aver voglia di ricordare qualcosa di speciale e cosi sono tornata nel passato. 

Quel passato che un po’ vorrei dimenticare, ma che mi ha anche regalato tre magnifiche creature che riempiono oggi il mio quotidiano. 

Quando Matteo e Francesco sono nati però io non facevo ancora scrapbooking e soprattutto non amavo le foto come invece faccio ora. Cosi non ho album con le loro foto (e poche sono decenti) e sono andata a recuperare in vecchi hard disk le loro immagini. 

E’ stato un tuffo al cuore, ve lo garantisco. Cosi mi sono presa tempo. Tempo per tornare indietro. 

Rivedere. 

Rivivere. 

Tempo per ricordare. Anche cose che forse ho voluto rimuovere. 

Tempo per sentire ancora "con la pancia". 

Se anche voi avete un periodo che non avete scrappato per motivi vari, o perché ancora non scrappavate, o perché avevate deciso di sospendere, o perché non volevate ricordare… io vi suggerisco invece (se ve la sentite) di fare questo passaggio. 

Io non ero certa che ci sarei riuscita. A passare di li. A “sentire”. E invece è stato bello. 

Scegliere quali momenti riportare fuori. E darmi la possibilità di lasciarne alcuni ancora li. 

Io credo che quello che è venuto fuori in qualche modo si possa “respirare”. 

Non sono i miei colori soliti. 

Eppure sono quelli che le carte e le emozioni hanno tirato fuori. 

Credo emerga una dolcezza di fondo, una pace che ora c’è, un modo nuovo con cui ora posso guardare quelle foto perché so chi sono ora. 

Come se il passato ora possa essere rivissuto con una consapevolezza diversa. 

Prendendone il buono… 

la tenerezza verso i miei figli.. 

le paure di non essere capace di fare la mamma… 

tutto mischiato con la donna che sono oggi. Più consapevole, più determinata, più serena. 

Tutto questo è partito da quello che ho “sentito” guardando le carte. 

E credo che sia questo il mio modo di scrappare. Viaggi dentro la mia storia, dentro quella che sono, alla ricerca di quello che ero ma anche di quello che sono diventata. 

Colori diversi ogni volta perché noi siamo diverse. 

Modalità espressive diverse perché diverse sono le emozioni che proviamo. Perché il “cosa” è solo uno strumento. Album, LO, card, poco importa. Per quello faccio di tutto un po’. Scelgo sul momento quale sia lo strumento migliore. Quello che in quel momento è il mezzo migliore. 

E ora che ho il progetto tra le mani, con le emozioni di allora (evocate dalle carte) e quelle di oggi (evocate dai miei timbri), sento di avere una maggior consapevolezza. 

Come se tirar fuori quello che ho dentro e toccare con mano ciò che ho esternato mi avesse fatto fare un viaggio, un bel viaggio, che forse sta alla base della mia necessità di esprimermi attraverso la creatività. 

Non riesco a far lavori in serie perché l’uso che voglio fare della mia creatività è diverso. 

Non sono brava forse nemmeno a fare tutorial perché mentre faccio progetti come questo non riesco a fermarmi per fare il passo a passo.. (e vi chiedo scusa) mi fermo solo sfiancata dalla stanchezza. E il giorno dopo torno in ufficio con il desiderio di tornare presto a casa per terminare il mio lavoro. Come se un discorso dovesse essere terminato per poter avere un senso. 

Forse sono stata un po confusionaria nel raccontarvi questo viaggio. 

Ma spero di aver convinto anche solo una di voi a fare lo stesso percorso. Perché so che vi arricchirà… Partite dal periodo, scegliete la carta o le foto e il resto verrà portato da sé… 

Quando avrete tra le mani quello che avete prodotto vi sentirete meglio!

PS Se volete imparare a fare la rilegatura copta vi consiglio di seguire questo tutorial, è spiegato molto bene e se non capite seguite le immagini tutorial rilegatura copta ... 

Il mio video invece vi racconta il mio percorso.. Video "Nelle piccole cose c'è l'immenso"

I timbri sono di ImmagineLab di Rita Rapaccini(miei e della bravissima Sara Dafne in copertina)
Abbellimenti di Creative Studio di Antonella Lamarra
Le carte di ModaScrap disegnate dalla bravissima Simona Anghileri

Alla prossima 



Silvia