lunedì 15 luglio 2019

Credi in te stesso.. te lo dico con uno SmashBook

In passato ho già scritto un post sul "credere in sé stessi", ma a volte mi serve ripeterlo.



Ultimamente guardo i social con uno spirito un po più critico…

Leggo i post e mi chiedo il perché di tante affermazioni…

Io credo che internet sia una grande possibilità: tutti possono dire qualcosa.

Tutti abbiamo la libertà di dire che non siamo d’accordo o che sposiamo un ideale, che una cosa ci piace oppure no.

Ma da qui a diventare esperti di qualcosa c’è molta strada…
Parliamo anche quando non sappiamo e il non sapere può dipendere dal fatto che non ci siamo informati a sufficienza o che non c’è la possibilità di conoscere proprio tutte le dinamiche.

Questo discorso lo possiamo applicare a qualsiasi tema: la politica, la religione, l’educazione dei figli… lo scrap.

E io mi sono proprio un po stancata dei “tuttologi”, leoni da tastiera che spesso sconfinano in volgari commenti, spesso sessisti, di certo maleducati.

E ripeto… vale in politica, nella religione religione, nello scrap…

E quando si va sul personale non ci siamo. Puoi dirmi che una persona non ti è simpatica, non piace a te come scrappa, ma non certo che è una fallita o una incapace. E invece.. facile cercare consensi su internet.. difficile poi essere veri nella vita, occhi negli occhi, faccia a faccia.

Di solito in quelle occasioni le cose non si dicono. Si sorride. E basta.

Non si dicono le proprie opinioni con la stessa fermezza. Non si critica direttamente con diritto di replica guardandosi negli occhi. No. Meglio farlo con post pubblici, senza nomi espliciti magari e solo alla ricerca di consensi.

Io preferisco quelli che aspettano prima di parlare. Che si fanno delle domande prima di dire la loro. Persone che non si credono superiori agli altri e in grado di gestire tutte le situazioni meglio di altri.

Persone che non giudicano, che ascoltano. Che pensano che forse nelle situazioni bisogna esserci prima di dire qualcosa.

Persone come me che magari hanno toccato il fondo in molti ambiti e che se vedono qualcuno che sta faticando non affossano ancora di più.
E ripeto… vale in politica, nella religione religione, nello scrap…

Una cosa che non piace a te, non è per forza un disastro.

Un pensiero che non condividi, non è per forza sbagliato.

Una persona che non corrisponde ai tuoi canoni, non è per forza brutta.

Un amore che tu non ritieni “normale”, non è per forza da buttare e non vale meno del tuo.

E le mie non sono parole. Sono esperienza diretta. Io le cose le dico. Forse sono meno simpatica. Cerco sempre di dire le cose in un modo corretto ”questa cosa mi sta ferendo”, “non mi piace quando fai cosi”, “non capisco perché hai detto questa cosa”. Ma ho deciso, ora più che mai, che lo farò sempre solo più con le persone a cui tengo. Persone il cui parere per me è importante. Perché sulle altre non ho più intenzione di perdere tempo.

Le persone polemiche, quelle brontolone che non hanno mai una parola buona per nessuno. Che possono solo criticare ma non si espongono mai non mi interessano più..

Ma in mezzo ai tanti commenti.. ai tuttologi… ci sono quelle che io definisco “perle”.
Sono persone speciali.. rare… le guardi negli occhi e “sanno di pulito”.
Spesso non si riempiono di parole.
E certo non si mettono in mostra. Perché sono belle.. e le cose le fanno per chi amano.

Spesso sono bravissime ma non pubblicano. Ne ho conosciuta qualcuna di queste perle.
Una parola buona per tutti. 
Un commento positivo sempre. 
Non perché non vedano cose brutte. 
Ma se hanno un pensiero negativo lo tengono per sé, perché la critica gratuita toglie energie a chi la fa e tolgono il sorriso a chi le riceve.

In questo momento penso a persone precise, nella mia testa affiorano nomi e cognomi di persone belle che sono cosi. Persone che spesso hanno anche bisogno di credere di più in loro stesse. Perché talvolta si sentono “meno” di altri, ma se poi si buttano sono incredibili…

Cosi ho fatto uno smash book… per una di queste perle. L’ho fatto buttandomi su un terreno in cui non sono molto brava.. ma ho scoperto che pasticciare mi diverte molto e lo faccio lo stesso.

Uno smash book… Saprete tutti cosa è ma lo spiego per chi non lo sa..

Uno smash book è un diario in cui si può scrivere, disegnare, dipingere e incollare abbellimenti e ogni cosa ti porti un ricordo, un pensiero. Non è prevista alcuna pianificazione: semplicemente decorare come ti senti in uno specifico momento.

Puoi attaccare e ritagliare abbellimenti, foto, biglietti,… tenere traccia di una emozione o scrivere e raccontare un momento vissuto.

E’ un journal che lascia molto spazio alla creatività, e non ha uno schema vero e proprio da seguire. Tutto è lasciato all’iniziativa personale, e ognuno può impostare le cose come preferisce.

In uno Smash Book si possono documentare diversi aspetti della nostra vita: i nostri obiettivi, le cose che vogliamo fare, i nostri sogni, le idee per la nostra casa, i nostri progetti…

In pratica è un “contenitore” dove possiamo mettere tutto quello che ci passa per la mente, e farlo in maniera creativa, incollando tutto quello che abbiamo a disposizione e che ci sembra possa aiutarci a descrivere meglio quello che vogliamo.

Io per questo progetto ho preso uno Smash Book della K&Company già pronto all’uso, con pagine colorate di diverso tipo. E ho pensato di decorare la copertina per regalarlo proprio ad una di queste persone speciali.

Partire da un prodotto già pronto mi ha permesso di concentrare la mia attenzione sulla decorazione che volevo fare. Non è perfetta. Molto migliorabile.

Eppure è proprio dalla sperimentazione che posso crescere e dunque io procedo con le prove…è un bello stimolo quello di non essere bravi a far qualcosa… ti spinge a dare il massimo…

Il messaggio che volevo dare era proprio.. credi in te stessa.. e non so se ho raggiunto il mio scopo con Cecilia ma farlo mi ha divertito molto…

I passaggi che ho seguito sono questi…

Ho passato sulla copertina una mano di gesso..

Ho spruzzato con gli Ink di Tommy per dare alla base il colore su cui poi avrei fatto le altre lavorazioni..

Una volta asciugato ho fatto degli stencil di Tim Holz per avere degli effetti rilievo e sugli stencil ho timbrato.. questo ha dato solo alle parti in rilievo una parte di timbrata…

Con il gel medium ho incollato tutti gli abbellimenti e anche le paiettes… per questi lavori il gel medium è fantastico… si usa il pennello e si passa sia sotto che sopra la decorazione. Dopo un po diventa trasparente e tutto è attaccato in modo perfetto, dando anche la rigidità che serve.

Ho utilizzato anche un foglietto di carta dorata leggerissima che si sbriciolata in mano (non so assolutamente dove l’ho comprata e quando) e incollata sulla copertina sempre utilizzando il Gel medium..

Ho poi decorato con alcuni die cut che avevo e con degli abbellimenti in legno .. che ho colorato con un tampone verde per dare il tono che mi serviva…

Vi lascio un veloce video per mostrarvi i passaggi e vi esorto a provare provare provare credendo in voi stessi.. che non significa sentirsi i migliori, ma senza vergognarsi mai di ciò che si è fatto…


Alla prossima!!!

Silvia


 







giovedì 4 luglio 2019

Se si guardasse sempre il cielo

Gustave Flaubert diceva



"Credo che se si guardasse sempre il cielo, si finirebbe per avere le ali."

Mi piace questo pensiero e quando ho letto il tema dell'ispirazione del mese mi è venuta in mente.

Mi sono venute anche in mente le serate estive della mia età giovanile... 
andavo sulla spaggia la sera, chiaccheravamo e guardavamo in su le stelle... 
parlavamo di sogni e di speranze.. 
immaginavamo la nostra vita quando saremmo stati grandi.

A volte ridevamo come pazzi, a volte raccontavamo le nostra paure... 
sempre naso in su.. 
era più facile parlare cosi, senza guardarsi, senza far vedere le nostre guance diventare rosse...

Ricordo che sognavo un lavoro gratificante.. 
sognavo di poter viaggiare e fare tante cose..
Sognavo di avere una famiglia e dei figli (possibilmente delle Silviette.. ruomorose e casiniste come sono io... coccolone e bacettose come me)...
Ricordo benissimo le paure. Ricordo che pensavo di non piacere, che non avrei mai trovato chi mi amasse. Ricordo anche che non mi piacevo. Che sognavo di essere magra (questo lo sogno ancora).

Ricordo che a volte mi sentivo sola. Ma che avevo una energia che avrei spaccato il mondo.
Non mi lamentavo mai e facevo tante cose per far star tranquilli e felici i miei genitori.

Avevo una amica di penna .. si usavano.. mentre ora i cellulari hanno tolto questa magia. 
Una amica che è rimasta amica negli anni... 
Ci siamo scritte molto e, anche se ci siamo perse nel periodo delle varie maternità, abbiamo continuato a volerci bene. 
Qualche anno fa parlando con lei mi sono accorta che la vita l'aveva molto piegata, le ha tolto le speranze e i sogni. Cosi le ho mandato tutta la nostra corrispondenza di quando eravamo giovani. 
E' stato un momento "forte" sia per lei che per me rileggere tutte quelle lettere... 
piene di sogni e di emozioni.

Ebbene, qualche giorno fa, è arrivato il suo regalo di matrimonio.. 
ha raccolto in un folder tutte le sue lettere che le avevo dato in ordine cronologico e ha aggiunto la fotocopia delle mie risposte... Non l'ho ancora riletto. So che troverò cose che non ricordo. 
So che mi verranno alla mente momenti che non ricordo più.
Ricordarsi quello che siamo stati e sapere ciò che siamo oggi credo sia una cosa bella per capire quanto abbiamo custodito i nostri sogni. E dovremmo custodirli sempre.

Ma dovremmo sempre ancora avere lo sguardo rivolto verso l'alto... perchè come dice BOB MARLEY (o almeno è stata attribuita a lui come frase)


"If you make a wish, it's because you see a star falling down, if you see a star falling down, it's because you're looking at the sky, if you're looking at the sky, it's because you still believe in something".


"Se esprimi un desiderio è perchè vedi cadere una stella, se vedi cadere una stella è perchè guardi il cielo, e se guardi il cielo, è perchè credi ancora in qualcosa".

Alla prossima...




Per fare la base del cielo (che non avevo mai mai fatto ed è stato bellissimo avventurarmi anche se il risultato è discutibile...) ho seguito questo tutorial.. provate a farlo anche voi... è divertente...
Colorare una galassia

So che anche Miranda Nullo lo aveva fatto (con risultati molto più belli) ma non ho trovato il video..

Silvietta








mercoledì 5 giugno 2019

Non per gli altri ma per voi



Non farei a cambio con una vent’enne di oggi..
Non mi crederete ma è vero.

Certo più energie...
Certo una vita ancora davanti ancora tutta da costruire...

Questa mattina ho parlato con una ventenne, la figlia di una mia amica.

Vorrei che la vedeste quanto è bella. Ha degli occhi che ti rimangono dentro e dei capelli di seta anche se ricci. Ragiona con la sua testa, è piacevole parlare con lei perché non è una “minkia oh”.
Ragiona.
Pensa.
Si mette in discussione.

Parla delle sue paure, del perché fa le cose. Parla di “quando sarà grande” e ho sperato per un momento che fosse mia figlia. La femmina che non ho mai avuto.

Eppure lei non vede questa sua bellezza. Tipico dell’età…
ci sono quelle che si sentono superfighe e poi ci sono quelle “normali” con un cervello, che solo perché magari non rispettano tutti i canoni di misure perfette si sentono “da buttare”.

Io ho lottato tutta la vita con questi pensieri.
Ero "quella simpatica". L’amica di quella figa. Quella a cui si confidava tutto. Quella con cui si poteva essere se stessi senza paure.
Quella con cui si scherzava e si passavano i momenti a ridere.
Questi ragazzoni belli ma che facevano cosi fatica ad essere se stessi, con me potevano esserlo.
Non ero bella, ma era con quella simpatica che si stava volentieri. 
Si l’altra era perfetta. Bella da guardare.. Ma se poi apriva bocca e si poteva solo parlare di smalto … e rimane poco.

Chiaramente è un estremismo.. Ci sono ragazze e poi donne molto belle e anche molto interessanti. Speciali. Ma la cosa brutta è non vedere quanto valiamo. Esattamente cosi come siamo.

In verità ci lotto ancora con questa cosa. 
Ora poi proprio non mi piaccio. 
E comunque voglio cambiare. 
Eppure butto la mia faccia e il mio sorriso sulle pagine FB... per spiegare che si può essere felici lo stesso.
Ora vedo i punti di forza. 
Vedo “cosa ho di diverso”, capisco chi sono io, cosa voglio, cosa ho.

E sono felice.

E non è che se poi una come me, solo perché dimagrisce poi è contenta. 
Me lo diceva una psicoterapeuta che mi ha seguita e aiutata per tanto tempo. 
Devono procedere insieme le cose: dobbiamo prenderci cura di noi. Fregarsene dei pareri della gente. Ma fare le cose che ci fanno stare bene.

Ora qui sto un po facendo la teorica perché io per prima faccio una fatica incredibile.
Ancora non mi piaccio. E quello che dice la gente ancora mi ferisce. Quando mi dicono... "che fortuna stare con uno come Stefano" io leggo subito... come... "tu non te lo meriti.. non sei abbastanza".
Dovrebbero dire a lui che è fortunato.
Perchè ha una donna speciale, sorridente, accogliente.. con cui si può parlare di tutto.. essere se stessi.. che ti sprona a fare quello che ti piace. ad essere come sei.. che ti ama senza richieste... che ti ascolta.. che è sempre alla ricerca di crescere.. che non si ferma mai e non si adegua ad una vita "piatta e senza vita"...
Ecco nessuno glielo dice :-)
Perchè lui è bello e pure bravo e pure simpatico e quindi lo dicono a me di lui...

Ma anche se non sembra ho fatto tanta strada.

Sono riuscita anche a dire a voce alta che “sono una gran figa” durante i Nazionali di scrapbooking. Mi ha fatto paura, qualcuno lo ha registrato mentre lo dicevo.

Eppure sono felice.

Per questo non cambierei.

Perché quei rotoli sulla pancia e le cicatrici che porto mi hanno fatto essere quella che sono oggi.

Le esperienze vissute che mi hanno distrutto mi hanno anche dato tanta forza. Perché ora so che posso farcela. So che ho il coraggio e la determinazione di lottare e non a “lasciarmi vivere”.

So dove sono le mie paure. Anticipo quando posso le crisi di respirazione che non mi hanno ancora lasciata del tutto. Quel senso di soffocamento che mi chiude la gola e mi toglie il fiato.
E parlo. E racconto. Per far capire che non dobbiamo dipingerci perfette.

Che possiamo condividere le nostre debolezze.

Che non siamo sole.

E il raccontare il vero e non sembrare perfetta fa di me una persona normale.

E fa sentire gli altri vicini.

Senza giudizio.

Senza maschere.

Non cambierei con una ventenne perché la guardo e riconosco i sogni e le speranze in una vita futura senza sapere quanto può far male il mondo. E meno male. Perché quella ingenuità le permetterà di sperimentare e di sbagliare per diventare poi davvero una donna.

Ma vorrei che si vedesse come la vedo io.

Bella nella sua imperfezione.

Luminosa nonostante qualche chilo in più.

Intelligente e profonda come poche alla sua età. Spiraglio di come sarà da adulta.

Vorrei darle la mia esperienza, senza darle il mio cinismo.

Vorrei scriverle sul braccio, in modo che lo legga sempre, di non perdere fin da ora nessun momento.

Non rinunciare.

Viverla appieno questa vita. Viaggiare.

Conoscere.

Capire che non c’è solo il nostro modo di vedere e vivere.

Lo scorso anno sono stata in Egitto… voi non avete idea.. per la prima volta mi sono davvero sentita gnocca… bionda e tette grosse fanno impazzire gli egiziani.. tutto il resto . culo .. cosce… manco lo vedono… ero perfetta e hanno persino offerto dei cammelli a Stefano.

Allora forse davvero è un problema di prospettive.. in un mondo (laggiù) sarei perfetta.. in questo no… ma io chi sono? Come sono ai miei occhi? Cosa pensa il mondo poco importa. Sono io che mi devo piacere.

Auguro a tutte voi di piacersi.

Amarsi. Imperfette.

E se non vi amate. Cambiate. Cercate di diventare come volete essere. Non abbandonatevi all’ "ormai.."

Ma imparate anche fin da ora ad apprezzare ciò che di bello avete.

Perché possiate sempre ritrovarvi.. ovunque andrete.

Grasse .. magre…

Bionde … more…

Non per gli altri.



Ma per voi.

Alla prossima

Silvia

PS.. Ah devo parlare di SCRAP? Ecco questa card l'ho regalata ad una donna speciale.
Di una bellezza incredibile.
Da togliere il fiato.
Ma con un dolore immenso.
A lei auguro di prendere questo suo cuore, cancellare la parola "ormai" e tornare a vivere.




lunedì 3 giugno 2019

Ci sono posti magici

Ci sono posti magici
che anche se non ci sei mai andata arrivi e ti senti a casa.
I profumi ti riportano li...
Le musiche ti riportano li...
E non c'è un perchè. Forse semplicemente li si è stati bene.



Cosi è stato per me  Berenice. Sul Mar Rosso

Quando siamo partiti non eravamo certi nemmeno che esistesse l'albergo tanto era sconosciuto. Eppure abbiamo passato li 9 incredibili giorni.

Ho sentito odori
Ho visto colori
Ho incontrato occhi
Ho assaggiato sapori nuovi
Ho vissuto un po in tranquillità e poi fatto gran casino
Ho avuto la febbre altissima
Ho visto pesci pazzeschi

Io adoro viaggiare. I soldi spesi nei viaggi sono i meglio spesi. E soprattutto quando torni non sei più quella che era partita...

In questo posto magico ho detto "si a Stefano". Non che ci sia stata una dichiarazione diretta ne parlavamo da tanto tempo. Ma io non avevo mai accettato.. Alla fine è un pezzo di carta, nulla di più. Eppure per lui è importante. Vuole partire sapendo che "è tutto sistemato" e qualsiasi cosa accada noi siamo tutelati.
Ci vuole bene.
Tanto.

E in questo luogo magico  in cui per la prima volta siamo riusciti a stare da soli tranquilli senza pensieri per 9 giorni ho voluto ascoltarlo di più. Ascoltare le sue ragioni. Ascoltare chi c'era.
Guardare. Anche con occhi nuovi, diversi.

Perchè quando incontri nuove culture. Quando senti nuove storie. Quando ascolti la vita. E la vivi.
Ti viene voglia di viverla di più.
Fregandotene di cosa pensano gli altri. Ma pensando solo a quello che vuoi tu.

Viaggiate amiche mie.
Quanto possibile secondo le vostre condizioni. Uscite dalle case e vivetelo questo mondo
perchè è proprio come dice Gio Evan....

"Viaggiate
che sennò poi
diventate razzisti
e finite per credere
che la vostra pelle è l’unica
ad avere ragione,
che la vostra lingua
è la più romantica
e che siete stati i primi
ad essere i primi


Viaggiate
che se non viaggiate poi
non vi si fortificano i pensieri
non vi riempite di idee
vi nascono sogni con le gambe fragili
e poi finite per credere alle televisioni
e a quelli che inventano nemici
che calzano a pennello con i vostri incubi
per farvi vivere di terrore
senza più saluti
né grazie
né prego
né si figuri


Viaggiate
che viaggiare insegna
a dare il buongiorno a tutti
a prescindere
da quale sole proveniamo,
che viaggiare insegna
a dare la buonanotte a tutti
a prescindere
dalle tenebre che ci portiamo dentro

Viaggiate
che viaggiare insegna a resistere
a non dipendere
ad accettare gli altri non solo per quello che sono
ma anche per quello che non potranno mai essere,
a conoscere di cosa siamo capaci
a sentirsi parte di una famiglia
oltre frontiere, oltre confini,
oltre tradizioni e cultura,
viaggiare insegna a essere oltre

Viaggiate
che sennò poi finite per credere
che siete fatti solo per un panorama
e invece dentro voi
esistono paesaggi meravigliosi
ancora da visitare.
"

Questo progetto per Scrappiamo Insieme aveva vincoli molto precisi. Uno sketch (impegnativissimo)  e le ciabatte... Ecco qui il mio progetto

A prossima !

Silvia










lunedì 27 maggio 2019

Le 10 meraviglie del nazionale - PARTE SECONDA


Ecco qui.. per chi è curioso di conoscere le ultime 5 meraviglie del nazionale (in realtà ne avrei molte di più ma non è che posso tediarvi fino alla noia)…

Queste forse un po meno divertenti …



Meraviglia numero 6: non è cosi importante finire il progetto (tanto meno finirlo per prima) ma capirne il senso

E qui so che molte di voi non saranno d’accordo … lo so perché le scrapper che affrontano un progetto ad un meeting (nazionale o no) si dividono tra:

  • “Mamma mia un altro progetto non finito, non lo finirò mai” o il “Devo assolutamente finire il progetto oggi”
  • “Oggi mi sono proprio divertita e il progetto era bello anche se non l’ho finito” 

Io vi dico il mio approccio, che non deve essere per forza condiviso, ma è il mio e ve lo racconto.

Io penso che il meeting sia prima di tutto una occasione di incontro…
Un momento in cui raccontarsi, conoscere, abbracciare…
Poi c’è il progetto.. che per me deve essere racconto.
Se arrivo e inizio a farlo leggendo le dispense per portarmi avanti... scusatemi ma me lo faccio a casa da sola. Non serve l’insegnante.

Se partecipo ad un meeting mi aspetto che l’insegnante racconti perché lo ha fatto cosi e non cosà, quali sono i punti più difficili o facili, cosa imparerò. Mi deve trasmettere qualcosa, che non devono essere per forza le cose "gnegnose" che faccio io. Ma deve raccontare qualcosa che non si può mettere sulle dispense.

A me piace finire i progetti, perché so che poi farò fatica a finirli. 
Ma li finisco solo in due casi durante il meeting: o il progetto è estremamente facile o mi sono un po’ estraniata dal gruppo nel tavolo (succede raramente ma succede). Nelle "giornate no" lavoro a testa bassa e parlo poco e allora lo finisco. Ma se devo fare foto, ridere, scherzare, AIUTARE, non ho proprio tempo per finire.

Se non lo finisco… non è un problema! Mi rimane tutto ciò che ho ricevuto, i racconti dell’insegnante, gli spunti, e poi a casa lo finirò e ci metterò del mio. Metterò i mie timbri, che se non sono quelli dell’insegnante va bene lo stesso… perché saranno quelli che ho scelto perché mi piacevano e parlavano di me.

Se ho capito “il senso del progetto” e ho fatto lo scheletro posso finirlo anche a casa..

E al mio rientro mi porterò molto altro.



Meraviglia numero 7: “alziamo un po il tiro”

Allora…. Progetti semplici.. progetti più complicati…. Ognuno segue la propria testa.

Ci sono stati anni di progetti facili al nazionale in cui le insegnanti sono state criticate perché troppo semplici. Ci sono stati anni in cui era troppo difficile.
Io credo che dobbiamo uscire un po dalla nostra confort zone. Dobbiamo un po sperimentarci.
Io con il mio progetto non sono stata troppo semplice ma nemmeno cosi difficile.
E’ vero c’erano alcuni elementi un po più complicati tipo l’assemblaggio della struttura… ma nulla di infattibile anche per le principianti. E la struttura è stata fatta insieme.

Lo dico perché qualcuno si è lamentato della difficoltà del progetto.
E questo non mi ha stupito perché ero preparata alle critiche ci mancherebbe.
A queste persone dico: alzate il tiro. Sempre. Nello scrap come nella vita. 
Non cercate sempre la via più semplice, ma sperimentatevi anche in quella più impegnativa. Se non lo fate quando siete circondate da chi vi può aiutare non lo farete di certo da sole.

Non c’è un “giusto” o uno “sbagliato”. Personalizzatelo. C’è chi ha cambiato le carte.. chi la chiusura… siete voi le protagoniste del progetto che farete anche se la struttura l’ha pensata un altro.

Personalizzate sempre, mettete un pezzettino di voi.



Meraviglia numero 8: non salviamo vite umane… piuttosto dormo.

Questa è una cosa che meraviglierà forse.

Mi è capitato di sentire affermazioni, non rivolte a me perché avrei risposto, che mi hanno fatto pensare che alcune scrapper possano sentirsi delle persone in grado di salvare il mondo…. 

Scrapper non è cosi.

E’ un hobby e o lo usiamo per divertirci o ci porta ad essere persone veramente mediocri…

Lo dico perché lo scrap ci rende felici, ci deve far star bene, deve portarci sorrisi e non mal di pancia. Quando sarà cosi io mollerò… Ho già un sacco di problemi in altri ambiti che se devo averne pure qui piuttosto dormo.

Diamo l’importanza giusta alle cose.

Tagliamo, spennelliamo e spruzziamo. Ci allontaniamo dal mondo per vivere in una dimensione parallela che non ci rende migliori. Forse più povere… ma non migliori. Quindi… KEEP CALM (and SCRAP)

Meraviglia numero 9: siamo tutte “alla pari” e nessuna superiore a nessuno

La meraviglia del nazionale è stato il supporto delle referenti. Io non conosco il “dietro le quinte” ma vi posso dire quanto ho visto io con i miei occhi durante il mio corso. Una persona del team organizzativo è sempre stata presente, ha portato acqua, ha pulito la sala e ha distribuito le dispense. Credevo che tutto questo fosse un mio compito e la loro gentilezza mi ha quasi messo in imbarazzo.

Siamo tutte socie alla pari, mentre cosi mi è sembrato di essere “servita”, mentre ero io a disposizione di ASI in quei giorni ed ero io che, secondo me, avrei dovuto fare tutte quelle cose.

A turno ognuna di noi dovremmo rendere il tanto che da ASI ha ricevuto. 
Questa volta l’ho fatto come insegnante, altre volte aiutando chi c’è al tavolo, altre volte sistemando o preparando le sale.

Questo concetto di essere alla “pari” mi sta particolarmente a cuore.

E’ una associazione in cui ciascuno di noi dà quello che vuole e quello che può per renderla migliore.

E’ vero c’è un presidente e come tale deve essere rispettato (anche perché se non dico cosi Claudia mi sbatte fuori e già ci sono stata vicina un po' di volte 😊 ).

E’ vero ci sono delle referenti che aiutano le regioni in modo straordinario, ma prima di tutte siamo tutte socie.

Talvolta invece qualcuna sembra sentirsi "più importante" o qualcuno si sente “meno importante”.

Nessuno ha il diritto di giudicarci secondo me. E non dobbiamo farci giudicare.
Non sicuramente come scrapper, tanto meno come persone.

Torniamo al punto sopra… KEEP CALM



Meraviglia numero 10: viva la follia

Ho lasciato il punto più importante per me alla fine.

In ASI, grazie ad ASI, ho incontrato persone davvero speciali. Non solo come scrapper, ma proprio umanamente. Nel post precedente parlavo di “ponti” ora parlo di “casa”.

Ci sono persone che per me sono diventate “casa”, “famiglia”, “pace”.

E sono riconoscente.

Come le trovi??

Beh prima di tutto sono folli…. Ma vi siete viste al nazionale??

Gente con i boa, con cerchietti pieni di tutto, con capelli colorati e rossetto sulle labbra.

Gente che urlava nei corridoi “uhhh ma sei proprio tu…”

Gente che si abbracciava anche se non si conosceva.

Gente che si è messa a ballare, gente che ha fatto regali e pensierini a 300 sconosciute… ragazze… 300 pensierini.. ma pensate di essere normali??

Gente che faceva selphy in ogni angolo dell’atrio e altre che andavano in giro in ciabatte (ah quella ero io).

Gente che piangeva.. gente che faceva dirette…

Gente che ringraziava…

Gente che andava in giro con grembiuli tutti sporchi…

Quando ho comprato 
3 nutelle da 2kg
2 kg di rubatà 
1 crema pan di stelle 
la cassiera (che mi aveva già visto far la spesa altre volte) mi hanno detto
 “come saranno contenti i tuoi figli con una festa cosi”… e io “no.. non hai capito … sono 300 donne folli che si riuniranno fuori dal mondo solo per giocare con la carta e abbracciarsi e ridere come matte…” 

Mi ha guardato stupita e mi ha detto “non ho capito ma deve proprio essere bella quella roba li”.

Alla prossima.

PS le foto sono solo esemplificative della follia..

Silvia











mercoledì 22 maggio 2019

Le 10 meraviglie del Nazionale – PARTE PRIMA

Questo titolo mi è venuto in mente perché ho iniziato a raccogliere le idee su tutto ciò che mi è accaduto e che ho vissuto in questi 3 giorni passati…E non voglio perderne traccia.


E non posso tenerlo per me, devo proprio raccontarvelo perché non è roba mia, ma è “materiale”, sono emozioni che possiamo “usare” tutte noi. Vi dono le mie riflessioni e fatene l’uso che preferite…


Meraviglia numero 1: un progetto scrap può diventare un percorso per guardarsi dentro.

Per me lo scrap è cosi e come ho spiegato è l’unico modo che conosco per farlo.

Quando tocco una carta o l’annuso, provo emozioni. Quando una carta mi piace è lei che mi porta dove vuole e le foto vengono di conseguenza… Raramente faccio il percorso contrario.

Cosi quando ho pensato all’album da fare per il nazionale e ho riflettuto sul tema dei sogni ho pensato di “fare un percorso” per pensare ai MIEI di sogni e guardarmi dentro e ho cercato una carta che mi aiutasse in modo delicato e rispettoso a portarmi in quella direzione.

Ma la vera meraviglia è stata vedere che sono riuscita a portare nello stesso percorso molte di voi.

Poteva diventare un mero esercizio di creazione album e invece la maggior parte di voi ha capito l’obiettivo, lo leggo dai commenti e l’ho sentito in diretta durante il corso.

Molte di voi dunque vi siete fatte portare.. riflettendo sulla vostra vita e su quali siano i vostri sogni da inserire in questo progetto.

Meraviglia numero 2: crederci sempre.

Il progetto non era semplicissimo e la percentuale di persone che hanno sbagliato qualche taglio o qualche piega è molto alta, ma nessuno (e dico NESSUNO) si è arreso.

La cosa più meravigliosa che vi voglio raccontare e che mi ha aperto il cuore è una di voi che mi ha detto… “con me devi avere pazienza perché sono discalculica”.

Non si arrabbi la persona in questione e capisca che questo momento passato con lei è uno dei momenti più forti che ho vissuto al Nazionale e rimarrà sempre nel mio cuore come “esempio”.

Io rispondo che non è un problema e faremo pian piano le cose insieme.

Sbaglia una volta e rifà. E va a prendere un nuovo Bazzil.

Sbaglia nuovamente dopo un po ed è costretta nuovamente a prendere un Bazzil.

Tornando mi guarda e mi dice “sarebbe molto più semplice andare a comprarne 5 per tutti gli errori che farò invece sono una ottimista e tutte le volte prendo solo un bazzil convinta che sarà l’ultimo”.

Spero presto di vedere il suo album che già so sarà una meraviglia. Ma questa frase è, e rimarrà sempre, incisa nel mio cuore. Voglio essere come lei. Crederci sempre. E invece spesso non sono cosi e mi abbatto in fretta. Grazie amica mia!


Meraviglia numero 3: si può ridere fino a piangere ma poi c’è sempre qualcuno che rompe le balle. 





Questa non è una meraviglia. Lo so e molte penseranno che sono strana.

Però sabato sera credo di aver riso fino a star male.

Le dittine di ImmagineLab voi non avete idea di cosa siano. O forse si, ma ero io a non conoscerle bene… ho cretineggiato con loro.. quasi fino a sentirmi male.

Poi ho pensato di andare a riposarmi perché ero davvero stanca. Peccato che poi qualcuno ha pensato di venire in camera a fare un addio al nubilato e vi giuro che non riuscivo a smettere di ridere.. poi chiamano dalla reception… qualcuno si è lamentato..

Non erano le 3 di notte, erano le 23:30 e ce ne siamo fregate….

Peccato che dopo poco hanno nuovamente richiamato… dover interrompere cosi di fretta però mi ha fatto apprezzare ancora di più quello avevo passato e mi ha fatto soffermare su quanto mi ha fatto bene questa dose di risate che terrò nel cuore per un bel po’. Avere amiche che cantano e ridono con te è un augurio che faccio a ciascuna di voi.



Meraviglia numero 4: lo scrap crea ponti

Con i nostri giri con Scrappiamo Insieme io ed Elena abbiamo conosciuto persone fantastiche in ogni regione: Sardegna, Sicilia, Campania, Veneto, Lazio. Cosi ci siamo trovate a tavola con tutte queste nuove amiche spettacolari… unite dallo scrap e in parte da aver conosciuto due ciarlatane come me ed Elena..

Ebbene vedere loro creare relazioni e promettersi di incontrarsi nei rispettivi meeting ha dato un senso a tutto ciò che abbiamo fatto fino ad ora io e la mia “compare”. Sicuramente si sarebbero create relazioni lo stesso ma poco importa cosa ha spinto il tutto, quanto piuttosto l’incontro di pazze scatenate pronte a mettersi in gioco. Si è parlato di tutto, di scrap e di famiglia, di uomini e di emozioni, di preoccupazioni e di risate. Ecco l’unione di tutto questo è stato magico.




Meraviglia numero 5: i colori e la carta salvano le anime

In tutto questo gruppo di scrappare italianw ci sono donne con profonde cicatrici. L’ho visto quando parlavo di sogni. Ho guardato i loro occhi e mi sono rivista. Tutte abbiamo avuto ferite che in parte ci hanno cambiato, sicuramente che ci hanno segnato.

Se si è più empatiche lo si percepisce, se lo si è meno ci si racconta.

Tutto è più semplice con persone incontrate cosi. Che non hanno vissuto le nostre ferite nel tempo e che sono pronte ad ascoltarci.

Poco dopo l’iscrizione al nazionale avevo letto un commento che mi aveva colpito molto, ma stordita come sono non mi ero annotata il nome e così ho rotto le scatole a varie referenti per capire chi fosse. Il tutto senza trovare risposte. Ma ricordavo gli occhi. Lo sguardo della sua foto profilo cosi passando per i tavoli l’ho vista.

Non ho avuto molto tempo purtroppo per parlarle, ma di lei ho apprezzato il coraggio.

La forza con cui ha detto che si sente a pezzi e che dopo due anni di dolore acuto ora vuole tornare a vivere. Ed è proprio dal Nazionale che ha deciso di partire. Non è un miracolo? Non è una cosa bellissima che l’amore per lo scrap le abbia fatto pensare che venire l’avrebbe aiutata. Anche per me è stato così e i colori e la carta hanno cambiato me, il tirar fuori le emozioni (ora forse pure troppo) mi ha aiutato a star meglio. Venire ai meeting e conoscere persone straordinarie, creare nuovi legami, rendere vera una relazione che era solo virtuale, abbracciarsi, stringersi, guardarsi negli occhi creano la magia e si sta meglio. A me ha salvato.

Ma bisogna avere coraggio e mettersi in gioco e vi garantisco che non è da tutte.



Alla prossima puntata le altre 5 meraviglie del Nazionale…..

TO BE CONTINUED…..

Silvia
 





giovedì 2 maggio 2019

E poi ci sono le risate




Eccoci scrapperine..
di ritorno da un momento in cui mi sono dovuta fermare qualche settimana per gli occhi...
a raccontarvi un po qualche riflessione che ho fatto in questi giorni. 

Noi diamo per scontate troppe cose.

Diamo per scontato che ogni mattina apriamo gli occhi e vedremo. Ma non per tutti è cosi. E io che ho provato sulla mia pelle aprire gli occhi e vedere poco, far fatica..non voglio darlo più per scontato.

E per me è una cosa transitoria.

Ma quante altre cose diamo per scontate??

Diamo per scontato che ogni sera saremo a casa dopo una giornata di lavoro con la nostra famiglia, che i nostri figli saranno al sicuro tra le nostre braccia e potremo passare il nostro tempo con loro. Ma non per tutti è cosi.

Diamo per scontato che "domani", il prossimo compleanno, il prossimo Natale, il prossimo... i nostri genitori saranno ancora li. Ma non per tutti sarà cosi.

Diamo per scontato che domani mattina ci sveglieremo e abbracceremo nostro marito e potremo dirgli ancora quanto gli vogliamo bene. E cosi la sera a volte, distrattamente, lo salutiamo, mezze addormentate, magari qualche sera anche arrabbiate per qualcosa. Ma non per tutti il domani sarà a disposizione.

Diamo per scontato l'amicizia. Pensiamo che quando si vuole bene ad una persona nulla potrà minare il rapporto che c'è. Eppure a volte non è cosi e da un giorno all'altro, per motivi anche futili a volte le cose finiscono. E pare non ci sia modo di rimediare. O almeno non c'è l'intenzione di farlo.

Diamo per scontato che se amiamo lo stesso amore tornerà indietro. Eppure non è scontato per niente.
Diamo per scontato che a fare del bene, quel bene arriverà anche a te. E invece spesso è il contrario.

Diamo per scontato di avere tempo. Tempo per dire cose belle a chi amiamo. Tempo per dire "ti voglio bene", tempo per fare le cose che vorremmo fare. Tempo per divertirci e cosi ORA facciamo le pulizie, lavoriamo sodo, impegniamo la nostra giornata di cose che pensiamo gli altri si aspettino da noi.

Eppure non è detto che sarà così…

Insomma ho pensato a queste cose e se già nella normalità dei casi cerco di vivere l’oggi al meglio, di non perdere occasioni e di dire “ti voglio bene” più del dovuto.. ecco voglio farlo ancora di più. Finché mi è concesso. Finché posso. Finché ne avrò le forze voglio esserci. Qui. Ora.

E poi ci sono le risate. Quelle belle. Quelle sane. Quelle vere. Quelle che non ti devi vergognare se non è tutto perfetto… E questo 1 maggio ho vissuto un po cosi… con la mia famiglia e con Elena che è parte di questa grande famiglia.

A lei ho preparato questo Home Decor che io chiamerei anche “HomeRiemp”, “Decor Ingombrant”, “Mamm che gross” che quando lo ha visto ha detto “E dove caspita lo metto?”.

Ho tagliato su cartoncino delle nuvole su cui appoggiare le lettere. Le lettere sono state tagliate 4 volte per creare la tridimensionalità. Prima di colorare le nuvole con gli INK di Tommy ho passato del gesso e sovrapposto le nuvolette.

Ho poi scelto delle carte che ad Elena piacciono molto della AB studio e della 13@rts e ritagliato anche su queste le lettere del suo nome.

Incollato tutto e aggiunto foto ed abbellimenti.

Lei dice che la “L” è troppo nascosta… ma è chiaramente voluto perché se guardate bene sembra ci sia scritto “E IENA” e lei un po’ lo è. Ahahahahahah.

Auguro a tutte voi di vivere pienamente ogni giorno!

E di ridere anche se tutto non è perfetto.

Non sempre.



#solocosebelle



Silvia




Dopo aver passato il gesso ho spruzzato il color Tiffany di Tommy e ho creato con le nuvole diversi livelli




Poi ho ritagliato le stesse lettere sulla carta e ho applicato la patterned sul cartoncino